Un viaggio in compagnia di Condorito

Eccomi

Blogger: picotero
Nome: Ricardo Madrid
nato a Santiago del Cile nel 1949, sono arrivato in Italia nel 1974, vivo in Ancona dal 1976

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sabato, 22 novembre 2008
Attenzione

ricardo2... e se Brunetta ti sorprende su Facebook durante l'orario di lavoro????

Postato da: picotero a novembre 22, 2008 16:40 | link | commenti (2)

sabato, 15 novembre 2008
Quattro storielle

Una storia di vita



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Un  amico mi ha chiesto di celebrare il suo matrimonio e quindi ,con delega del Sindaco, ho indossato ufficialmente per prima volta la fascia. La verità è che ero più emozionato io che i contraenti …  E siccome ogni rito ha bisogno del suo discorso, discorso c’è stato: ho ringraziato  per avermi scelto e ,dato che lo sposo è un bravissimo fotografo, è stato naturale e facile augurare alla coppia una vita luminosa.



Una storia tutta italiana : o perlomeno  dell’Italia di questi tempi

resca1Sandro Bondi, che sarebbe il Ministro della Cultura del nostro Paese e che oltre ad essere stato il portavoce di Silvio scrive anche poesie, ha nominato un “consulente del Ministro” per le politiche che riguardadono i musei ed i siti archeologici del più grande  giacimento culturale del mondo (cioè l’Italia). Si tratta di Mario Resca già Presidente ed Amministratore delegato della McDonald’s , (Si! Quella delle hamburger). Uomo, si dice, di notevole esperienza manageriale nel campo finanziario, della moda e sembra anche dell’editoria … Qualche tempo fa il direttore dei Musei Vaticani aveva previsto tutto: “vuoi vedere che ci nominano uno uscito dalla Bocconi che d’arte non capisce nulla” aveva profeticamente detto. E vista la fonte “profeticamente” ci sta giusto.



Una storia di Città

merola
Paloma impegnatissima nella campagna per le primarie a Bologna per scegliere il candidato PD  a Sindaco. Presiede, insieme ad altri tre amici, il comitato elettorale di Virginio Merola,  uno dei contendenti il tutto all’insegna di: “largo ai giovani”. Il candidato appoggiato dal vertice Romano è un altro e quindi la battaglia è difficile e la strada in salita, ma i ragazzi si stanno dando da fare con entusiasmo e creatività. La nomenclatura comincia a preoccuparsi. Sembra sia stato convocato Romano per contrastare l’intraprendenza giovanile. Si vedrà nei prossimi giorni.



Una storia di quartiere

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Nella banda musicale (la mia banda) è andato via – diciamo per limiti di età -l’anziano musicista che suonava i piatti, ma siccome erano suoi se li è portati a casa e ci ha lasciato senza lo strumento. Un dramma.   Viste le finanze del sodalizio musicale, comprarli nuovi significa per noi spendere un patrimonio (da  € 450 in su). Quindi riunisco il direttivo. Domando al Maestro se è possibile andare in giro senza piatti e mi dice di no, non è possibile. Domando quanto costano e mi dicono la cifra. Domando se ci sono i soldi in cassa e mi dicono di no, per questo non ci sono. Mi atteggio a manager e ordino di comprarli lo stesso subito e buoni, “poi si vede …”  aggiungo. Il giorno dopo il Vice Presidente della Banda mi contatta per dire: “comprati i piatti e buoni “ ma, soprattutto,  c’è una “buona notizia” è arrivata la richiesta di un nuovo servizio da svolgere. E aggiunge “E’ morto uno zingaro”  e la famiglia vuole la Banda al funerale,  per ringraziarci ci faranno un  omaggio in denaro, i piatti sono salvi.

Postato da: picotero a novembre 15, 2008 21:46 | link | commenti

lunedì, 10 novembre 2008
Sono tornato: abbronzato e suonando il clarinetto

clarinetto

Ben trovati. E’ sicuramente troppo il tempo passato senza aggiornare questo blog e non intendo esibirmi in una serie interminabile di alibi, è tutta solo colpa mia e quindi mi perdono da solo. Mi sono semplicemente distratto un attimo.  Andiamo avanti. In questa sede non parlo normalmente di politica  o perlomeno non direttamente. A dire  la verità  è particolarmente difficile mantenere l’impegno  … Come si fa? Siamo in un attimo diventati tutti “abbronzati”  e siccome la battuta non ci ha fatto ridere ci hanno dato anche dell’imbecille!  Pazienza. Una consistente maggioranza di italiani che meritano tutto il mio rispetto hanno voluto  questo. Se lo tengano. L’unico non piccolo problema è che me lo devo tenere anche io. Chi lo sa cosa ci aspetta per la prossima befana aziendale … perché tanto è così, le dichiarazioni che si sentono in TV – battute comprese -sembrano un briefing con il capo marketing di una media azienda di prodotti scarsamente innovativi.  Punto. Alla faccia dell’  “energumeno tascabile”  ed in attesa che dal primo di gennaio mi decurtino lo stipendio io cerco di fare tutto il mio lavoro il meglio possibile e quando  arrivo a casa provo a  “pulirmi il cervello” con un metodo del tutto singolare: ho deciso di imparare a suonare il clarinetto, me lo sono comprato e vado a lezioni con un gruppo di ragazzini dai 7 agli 11 anni molto più bravi di me. Loro, grazie a Dio, non sanno nemmeno chi è “La Gelmini” e non sanno, ad esempio,  che la Ministra  dichiara spesso di non capire perché gli studenti protestano e quindi non sanno che il problema è proprio quello: non capisce. Il corso di clarinetto è gratuito e viene finanziato con i modesti proventi della banda musicale che presiedo, pertanto non corre alcun pericolo che gli vengano tagliati i fondi. In questo senso sono contento, molto contento,  la pulizia del cervello è gratuita ed assicurata.

Postato da: picotero a novembre 10, 2008 21:00 | link | commenti (1)

mercoledì, 20 agosto 2008
Stoccafissando

copertina-stoccafissando-194x300Se Ariel Dorfman, involontariamente, mi ha inibito nelle mie avventure letterarie, Bruno Bravetti (BB), al contrario,  mi ha chiesto ed ospitato un mio racconto (l’unico pubblicato) nel suo libro “Conosci il mondo e lo spirito che lo abita e così, indirettamente, la stampa locale - e non solo questa - si è occupata benevolmente del mio timido scritto.

In questi giorni BB esce con un nuovo libro dal titolo “Stoccafissando - una storia di amore anconitana” -  nel quale rende conto di una sua approfondita ricerca che dura da anni e che riguarda l’identità della  città adriatica, ricostruendo  storia, aspetti culturali e sociali dello stoccafisso ed i suoi dintorni.

Il percorso non è  semplice e non è  breve anche perché Bravetti è uomo rigoroso: … nel 1431 il mercante Veneziano Petro Querino naufrago alle isole Lofoten (Norvegia)  scopre questo merluzzo disseccato all’aria: lo stoccafisso…  e da lì in poi BB  ripercorre ogni aspetto possibile ed immaginabile della vicenda. bruno B033Bruno questa volta ha voluto inserire nel testo una lunga citazione di un mio articolo sull’identità culturale e quindi di nuovo vado a finire in note e recezioni… Dico “grazie”.

BB è anche un mio collega e quindi posso apprezzare con cognizione di causa la  grande capacità che ha di ritagliarsi tempo da dedicare a sé  per non restare inchiodato nel solo lavoro  (quello retribuito), cosa che per l’attività che svolgiamo, non è facile. Dico: bravo.

BB è uno che si fa leggere con piacere e quindi le 138 pagine le ho consumate in un fine settimana  che è diventato così un fine settimana particolarmente gradevole. Dico: al prossimo libro.

Ho sempre affermato che le radici sono anche cose molto semplici come lo sono un aroma, un condimento, un insieme di colori naturali…  e così “stoccafissando” rivela  come questo particolare modo di cucinare lo stoccafisso sia diventato una stocco piattoradice comune e quindi identità per la gente di questa terra. Naturalmente il tutto diventa “identità” vera quando si prende coscienza e si riconosce collettivamente come tale e quindi BB ha introdotto, con il suo libro,  valore aggiunto di tipo culturale alla tradizione. Non per caso è  anche il Presidente dell’Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana anche se nel volume racconta simpaticamente come, da bambino, non potesse vedere questo piatto allora povero.

Postato da: picotero a agosto 20, 2008 22:05 | link | commenti (2)

sabato, 02 agosto 2008
Ariel Dorfman - Memorie del deserto

valle de la lunaCome mi succede ogni volta che mi capita tra le mani un libro di Ariel Dorfman, anche adesso, leggendo il suo racconto di viaggio “Memorie del deserto” mi si è scatenata una reazione che non ha a che fare solo con i sentimenti o la memoria profonda. No, si tratta di una  sensibilizzazione proprio fisica che si manifesta con  una certa sottile ed improvvisa ruvidezza della pelle e che, man mano che procedo nel testo, si trasferisce nelle pareti dello stomaco piuttosto che sul cuoio capelluto. Sarà che con Dorfman sicuramente ci siamo incrociati in qualche aula universitaria o in alcuna delle interminabili riunioni politiche nelle quali si discuteva di come cambiare il mondo, sarà che tanti suoi amici sono anche mie vecchie conoscenze. Cosa più importante ,credo, è che spesso le sue sensazioni sulla dittatura, sull’esilio o il bilinguismo, sulla ricostruzione della democrazia in Cile, oppure  sulle persone, sono in sostanza, generalmente, le mie identiche sensazioni. Non volendo peccare di  presunzione, aggiungo una fondamentale differenza:  lui, essendo un bravo scrittore ed un raffinato intellettuale, esprime organicamente queste sensazioni con  seducente chiarezza, cosa che a me naturalmente non capita.

MEMORIE DEL DESERTOIl mio caro amico B.B. che ama e rispetta le diversità, che viaggia con curiosità raffinata e riflette con serietà sugli interessi degli altri, tempo fa mi aveva offerto di prestarmi questo libro sapendo che era necessario che lo leggessi, ma io con  colpevole superficialità non  diedi molta importanza al suo gesto e adesso, quando ha visto il testo sulla mia scrivania, mi ha fatto notare con una punta di sana ironia come avessi perso due anni … tanto quanto tempo era passato dalla sua segnalazione. Ed ha ragione. 

Come tutti i cileni della mia generazione sono stato educato con delle certezze che portavano ad ignorare il grande deserto che si trova nell’estremo nord del mio paese di origine.   Infatti, al contrario, il verde era sempre sinonimo di bello, l’acqua sinonimo di vita, l’oceano sinonimo di forza.  L’inconscia ed obbligata conclusione quindi era che quella interminabile ed aridissima zona, dove, tra l’altro - e non è un particolare trascurabile -  si è sempre prodotta tutta o gran parte della ricchezza del Cile, quella  infinita sorgente originaria di ogni gioia e di ogni dolore era, e di fatto è sempre stata per tutti noi, solo assenza, solo desolazione.

Qualche anno fa ebbi una prima intuizione e scrissi un “raccontino” che chiamai  “Deserto negato”: un grido di dolore o di rabbia per il  fatto semplice  che ero venuto via dal Cile con improvvisa violenza non avendo fatto in tempo a  calpestare il nostro deserto. Non solo, dolore e rabbia anche perché arrivato in Italia ero andato in Libia per impegni politico-diplomatici ed un minuto prima di potermi addentrare in un altro deserto, mi era stata negata la possibilità da un solerte e gentile funzionario che aveva altri programmi  a suo giudizio più importanti di quello di sprofondare nella sabbia.

Il fatto è che, come al solito, Dorfman afferma qualcosa di simile e cioè che fino a quando visse in Cile sottovalutò sempre la necessità di percorrere, di toccare con mano, quella frontiera dell’esistenza. E allora nel 2002 parte in compagnia di sua moglie Angelica e dall’alto della sua maturità va incontro all’assordante silenzio di una terra che è lì da sempre e che lo attende. Una terra che risponderà con grande pazienza e schiettezza alle tante domande che in questi ultimi 30 anni Dorfman diligentemente aveva preparato.

Postato da: picotero a agosto 02, 2008 13:55 | link | commenti
memoria

domenica, 27 luglio 2008
E poi non è finita

celineNel mio precedente post è arrivato un commento di Celina che risulta essere una mia cugina (sorella di “Lorenzo ritrovato”) della quale io non ricordavo l’ esistenza, perché nelle  famiglie grandi capita anche questo, (mio padre era il più piccolo di 9 fratelli arrivati a vita adulta e mia madre ne contava 5 e soprattutto ognuno con tanti figli).  Celina (non so perché, ma la immagino dolcissima) mi rimanda ad suo sito e vengo a sapere che lei ed il marito (comunicatore, pittore, grafico) sono gli animatori di una chiesa evangelica. Il tutto potrebbe sembrare  la traccia per il prossimo programma di Raffaella Carrà. Allora concludo che non è possibile avere dei cugini dei quali  non si conosca l’esistenza e mi sono posto l’obiettivo di  ricostruire la struttura familiare constatando subito che sono diversi quelli dei quali ignoro il nome e la vita. La cosa non è per niente semplice, in quanto ho cugini che hanno più di 80 anni e naturalmente nipoti che sono molto più grandi di me, ci proverò lo stesso e chiedendo aiuto in giro per il mondo. A questo punto ho una fiducia incommensurabile  in internet. Il lavoro sarà sicuramente lungo, ma intendo un giorno poter dire a mia figlia:”ecco, questa è la tua famiglia”

Postato da: picotero a luglio 27, 2008 13:03 | link | commenti (5)
memoria

martedì, 22 luglio 2008
Mangiando con le stelle

Certo che il web può giocare dei brutti scherzi alla memoria. Parlo delle immagini, parole, suoni.. che ti scuotono e  fanno tornare vivi quei fatti che hanno determinato il proprio  modo di essere.

Se  dico che navigando senza meta nella rete trovo il Blog (purtroppo in portoghese) di un cugino che ho visto solo una volta in vita mia essendo lui  nato  e sempre vissuto in Brasile? Se dico che questo cugino fino a poco tempo fa era uomo di fiducia di Bill Gate in Brasile? Se dico ancora che girando nel suo blog ho trovato una vecchia foto in bianco e nero sul programma TV “Mangiando con le stelle” del quale ho già parlato in Condoricose e che l’ho fatto per raccontare  che mio padre cercava di spiegarci cos’era la televisione - che noi non conoscevamo ancora - descrivendo per filo e per segno questo programma, prodotto a Rio de Janeiro da suo fratello e cioè dal padre di questo mio cugino ritrovato?

Se dico che, da piccolo,  sognavo di notte questa “scatola magica” che ci avrebbe portato a casa le  immagini di quanto accade nell’intero  universo? E se aggiungo che quando, già quindicenne, alla domanda della solita zia rompi tutto “cosa vuoi fare da grande?” rispondevo con una certa convinzione “il tecnico TV” ma che più che altro dicevo questo perché mi lasciassero in pace… e che quindi non si capisce perché non mi ero inventato un’altra risposta? Oppure se dico che, (com’è – come non è) all’università finii ideando, programmando e conducendo un programma TV chiamato “Nosotros” organo informativo ufficiale della Federazione degli Studenti… e che (com’è - come non è) in Ancona finii partecipando come ospite fisso in un programma sportivo di una Tv locale…. senza sapere se il calcio si gioca con una palla tonda o quadrata…?


Se dico tutto ciò, insomma, forse ai miei pochi ma cari lettori non fa alcuna impressione, ma a me la rete continua a sembrare un miracolo e credo così sarà per sempre. Quindi, per finire,  “rubo” - e per il furto chiedo scusa a Lorenzo -  e pubblico la foto.

mangiando con le stelle

Postato da: picotero a luglio 22, 2008 19:23 | link | commenti (7)
memoria

giovedì, 26 giugno 2008
26 giugno 1908 - 26 giugno 2008 Centenario della nascita di SALVADOR ALLENDE

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Postato da: picotero a giugno 26, 2008 00:19 | link | commenti

lunedì, 16 giugno 2008
Quando la banda passò

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Non  ne avevo dato comunicazione nel blog  ma, dal mese di  marzo presiedo l’associazione “Banda Musicale di Torrette… qualcuno, uno di quelli che non si fa mai gli affari suoi,  è andato dal Sindaco per dargli la notizia della mia elezione. Il Sindaco  rispose : “ma ‘ndo va quello che è sordo…”. Come auguri di buon lavoro non è male. Comunque mi do da fare ed in questi giorni siamo sul quindicinale  “Marche Domani” con l’articolo che trascrivo di seguito.

banda 1 -01

Chi non ha corso dietro il luccichio della tuba o dietro i baffi di quel grosso signore che suona la gran cassa della banda del paese! Sono ricordi che  appartengono a tutti perché sinonimo di festa. La banda che passa è sinonimo di festa. In Italia  le bande sono  migliaia e non  è facile trovare un censimento completo. Nelle Marche esistono oltre 140 gruppi bandistici: grandi e piccoli, bravi e meno bravi, ma tutti composti da uomini e donne, ragazze e ragazzi con una grande e genuina passione per la musica. In genere sono associazioni culturali che vivono di volontariato e, con i tempi che corrono, di sofferti contributi erogati dagli Enti Locali o da qualche sponsor. Oggi parliamo  della banda nata intorno ad un quartiere di Ancona: la Banda Musicale di Torrette. Fondata nel 1930 per volontà dell’allora ingegnere del Genio Civile Vitali che vuole inserirla nelle attività della Società di Mutuo Soccorso del suo quartiere. Così il raggruppamento ebbe – dicono le cronache – momenti di “grande notorietà ed importante successo”. Come si sa  la guerra è la guerra ed il precipitare degli eventi del 2° conflitto bellico del novecento obbligarono a sospendere le attività.

Grazie alla sensibilità di alcuni musicisti, del Consiglio della Circoscrizione e del suo Presidente  Albino Mazzanti – si legge nelle pagine del “Corriere Adriatico” il 19 gennaio del 1997,  la ricostruita banda musicale di Torrette tiene il suo primo servizio pubblico in occasione della festa di Sant’Antonio. Risultato: un grande successo  e tantissimo  affetto della gente del rione e della città di Ancona . Sì, perché sotto la sapiente direzione dell’allora  maestro Adone Ingegnere, persone mature che si sono già dedicate alla musica, ma anche molti giovani con minore esperienza musicale , ridanno vita con grande impegno ad  un  complesso che sarà in futuro sempre  presente nelle feste, civili, religiose e popolari e ogni volta che viene invitato a sottolineare con la musica i momenti importanti della comunità.

Presieduta per moltissimi anni da Celeste Pesaresi, la banda si è consolidata nella sua organizzazione ed strutturata nel suo organico  con il sostegno del  Comune di Ancona e della  Quinta Circoscrizione. Attualmente oltre all’attività bandistica promuove un’azione di avvicinamento alla musica con una vera e propria accademia musicale dove chi lo vuole, senza alcun costo, può essere iniziato alla conoscenza degli strumenti tipici di una banda musicale. 

Nell’ultima assemblea dei soci del 20 marzo di quest’anno, quando Pesaresi ha lasciato l’incarico a Ricardo Madrid eletto  Presidente, il sodalizio lo ha ringraziato per l’instancabile e proficua attività svolta.  Attualmente  la Banda di Torrette  è diretta dal M° Massimo Fadalti e vive un momento di rilancio impegnata nella definizione di alcuni progetti volti alla propria crescita ed alla diffusione della musica nelle scuole. Nel mese di settembre partirà una campagna di autofinanziamento denomimata “Gli amici della Banda di Torrette” ed è alla ricerca dei partners necessari per portare la musica nelle case di riposo per anziani, ma la crescita della scuola di musica rimane sempre il primo obbiettivo.

In questa nostra regione che sa così saggiamente coniugare tradizione e modernità … quando la Banda passa  c’è da fermarsi un attimo e  pensare a quanto lavoro ed umanità c’è dietro le note che animano le feste.”

Postato da: picotero a giugno 16, 2008 15:39 | link | commenti (1)

giovedì, 08 maggio 2008
Si è svegliato il Chaiten

chaiten 1In Cile si è svegliato il vulcano Chaiten. Si è svegliato, dicono, senza preavviso, coprendo di cenere e lava una terra particolarmente verde e serena. A mille e trecento chilometri a sud di Santiago, là dove il continente si sgrana in  centinaia di isole ed isolette. A bassa densità, la zona è abitata da gente testarda abituata ad una geografia difficile, al clima rigido ed alla pioggia, una pioggia semplicemente perenne. Da giovane partecipai alle operazioni di assistenza dopo un terremoto e so bene quanto i cileni siano restii a lasciare la propria terra e la propria casa e quindi mi immagino quanto ha dovuto lavorare il Ministro della difesa Goñi (già ambasciatore del Cile in Italia),  incaricato dal governo  a dirigere i soccorsi e l'evacuazione di cinquemila persone. Ma credo tutto stia funzionando abbastanza bene all’interno del dramma complessivo, se si tiene conto che quella mia terra di poeti e terremoti conta 2.900 vulcani di cui 80 ancora attivi e che il Cile possiede da solo il 15% dei vulcani attivi del mondo. Come dire che hanno una certa esperienza.

Un carissimo amico mi ha inviato una poesia scritta da un minatore, un minatore vero,  che lavora sotto terra nella miniera di rame  “El Teniente” è che ho cercato di tradurre.

                                                           Ceneri di Chaiten.

Un paesaggio dantesco annebbia la visione / stringendo l’anima…/ Una pioggia di ceneri seppellisce la vita quotidiana,/  gli anni vissuti nella calma,/ una pioggia di cenere tronca i sogni, e molte speranze…/ cambiando il pane quotidiano per il fuggire rapido/ senza portarsi nulla/ nulla… né la storia, né i ricordi / tutto è rimasto dietro / si doveva fuggire stringendo l’anima / senza sapere se torneranno a trovare la propria casa / le fotografie…/ la storia che li identificava./ E adesso lontani da casa, con le mani vuote/ in attesa di un miracolo che restituisca/ i sogni, il domani. /E la cenere continua a cadere ed a seppellire le speranze.

Firmato: Poeta minatore

Postato da: picotero a maggio 08, 2008 19:58 | link | commenti (2)